- Il Re dei re -

"Nel 1959, appena tornato da una vacanza, la MGM mi chiese di andare a Madrid. Lì c'era un produttore indipendente e la MGM avrebbe voluto che gli scrivessi la musica. Avevo appena finito un film nel quale Gesù aveva avuto un piccolo ruolo, e mi ritrovai in un nuovo film che lo vedeva come protagonista. Ormai la musica antica era diventata per me cosa comune e questo film era ciò di cui aveva bisogno. Nella scena della Tentazione, dei 40 giorni e notti nel deserto, scrissi il migliore tema musicale e con mia grande incredulità arrivai ad usare il sistema a 12 note di Schomberg. Ancor oggi per me il sistema a 12 note è un'idea nata morta, ma che in quell'occasione andava benissimo per rappresentare il Diavolo, 'spirito di negazione', 'padre delle bugie'. Il vero problema qui fu scrivere musica che non fosse simile a quella che scrissi per le scene di Ben-Hur (Natività, Via Crucis, Golgota e Resurrezione). Ma una volta un giovane ragazzo mi fermò e mi disse che ascoltando la musica di King of Kings la trovò così familiare che la ricondusse musicalmente alla 'Passione' di Bach".
(Miklòs Ròzsa da Double Life)

Recensione:

Sulla falsariga del Ben-Hur con sviluppo melodico pressoché analogo e adattamento dei brani a toni dimessi. La partitura più mistica (e difficile) di tutto Ròzsa e, per questo genere, priva della magniloquenza tipica nel periodo per tutti i film di struttura storica-epica. Ròzsa deve fare i conti con spiritualità del soggetto e quindi tralascia in una certa misura marzialità, fanfare e tutto ciò che può ricondurre al "tema romano", concentrando l'intera partitura sulla figura di Cristo, ma non può sottrarsi nella fase iniziale a due marce (Pompeo e Pilato) musicate con notevole spessore. Da rimarcare la danza di Salomè e la sequenza della Tentazione del demonio, quest'ultima scritta a modello, forse, eccessivamente avvenirista. Trattandosi di uno score che segue immediato il successo internazionale di quello del Ben-Hur, si può ben affermare che anche in questa circostanza Ròzsa ha fatto centro, alimentando la sua filmografia di un'altro, ennesimo, capolavoro.

Hanno scritto:

"...E una soluzione geniale, che però la dice metaforicamente lunga su come Ròzsa considera le più recenti conquiste musicali del ventesimo secolo: nella scena della Tentazione di Cristo, egli usa per la prima e ultima volta in vita sua, una serie dodecafonica incredibilmente efficace, per descrivere...il diavolo!"
(Roberto Pugliese da Circuito Cinema)

"...Ròzsa, di fronte alla grande sfida di scrivere la musica di Dio, scrisse una serie di brani per coro femminile che risultarono molto efficaci ed eloquenti, creando esattamente quella spiritualità quasi soprannaturale che il film richiedeva standardizzando una nuova formula, che fu rapidamente imitata e assimilata da Hollywood..."
(Gorka Cornejo da CD Cinema)

"...La guarigione del lebbroso e la graduale realizzazione del miracolo è uno dei movimenti più ispirati di Ròzsa, senza dialogo, dove la musica esprime ogni emozione..."
(Christopher Palmer da Miklòs Ròzsa)


Audio Clips
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Titoli

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Pompeo

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Ponzio Pilato

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Tentazione del demonio

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Baccanale

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Tempo dei miracoli

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Danza di Salomè

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Entrata in Gerusalemme

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Getsemani

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Giuda Iscariota

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Via Crucis

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Golgota


Tema chiave
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Discorso della montagna


Riferimenti
- Béla Bartòk
- Fonti ebraiche e arabe



Credits
Storico
Anno
1961
Nazionalità
USA
Regia
Nicholas Ray
Cast
Jeffrey Hunter
Siobhan McKenna
Hurd Hatfield
Ron Randell
Viveca Lindfors
Frank Thring
Fotografia
Manuel Berenguer
Milton R. Krasner
Franz Planer
Sceneggiatura
Philip Yordan
Produzione
Samuel Bronston
Samuel Bronston Productions
MGM

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