- La fine del mondo -

"All'improvviso, lo studios si preoccupò molto, perché io avrei avuto 1 mese, 1 settimana e me stesso liberi per scrivere un altro concerto per Heifetz, così, decisero di farmi fare un'altro film. Non avrei potuto dispiacermi perché avevo del tempo. The world, the Flash and the Davil erano tre persone sopravvissute dopo l'esperienza atomica. Era un film con un messaggio, che sarebbe andato bene ancora oggi, ma al pubblico americano non piacque né il film, né tanto meno il messaggio".
(Miklòs Ròzsa da Double Life)


Recensione:

Ròzsa si concede ad un altro genere da lui poco amato: la fantascienza. Riesce tuttavia, servendosi di incisi rutilanti e macabri, a descrivere atmosfere surreali e le situazioni angosciose dei protagonisti.

Hanno scritto:

"Vicenda fanascientifica sul 'dopobomba' che Ròzsa musica forse con un eccesso di retorica e di sonorità schiaccianti, quasi a voler sottolineare l'apocalisse..."
(Roberto Pugliese da Circuito Cinema)

"Grande uso dei silenzi, ma anche orchestra gonfia e perorazioni eccessive"
(Ermanno Comuzio da Musicisti per il Cinema)


Audio Clips
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Titoli

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Solitudine

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Trasformazione


Note
- Canzoni:
"I Don’t Like It Here" (Harry Belafonte-Ronald Mac Dougall)
"Gotta Travelon" (Paul Clayton-Larry Ehrlich-David Lazar-Tom Six
"Fifteen" (Alan Green-Robert Nemiroff)
tutte eseguite da Harry Belafonte



Credits
Fantascienza
Anno
1959
Nazionalità
USA
Regia
Ranald MacDougall
Cast
Harry Belafonte
Inger Stevens
Mel Ferrer
Fotografia
Harold J. Marzorati
Sceneggiatura
Ranald MacDougall
Ferdinand Reyher
(dal romanzo di M.P. Shiel e da una storia di Ferdinand Reyher)
Produzione
George Englund
MGM

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