- Giorni perduti -

"A Hollywood c'erano due regine del gossip, Hedda Hopper e Louella Parsons, ciascuna delle quali teneva in scacco attori, produttori e registi. Intellettualmente c'era poco da scegliere tra le due. Miss Hopper vide l'inizio di The Lost Weekend dopo Spellbound e scrisse: "Miklòs Ròzsa ha ripetuto nota per nota il suo Spellbound nello score di The Lost Weekend". Bene, io ammisi che entrambe erano modellate con il nuovo "theremin", ma la cosa importante era che lei aveva messo in atto la sua vendetta alla quale, nel tempo, sono riuscito a sopravvivere ugualmente".
(Miklòs Ròzsa da Double Life)


Recensione:

Realizzato dopo Spellbound - altro capolavoro rozsiano sul nero psicologico - ma uscito prima del film di Hitchcock. Partitura superiore, nella quale Ròzsa inscena uno dei più alti esempi di musica drammatica. Un concerto sublime, una processione del male che racchiude in se tutto il decadentismo etico e morale. Emergono quattro tematiche fondamentali: i titoli di testa tra pietismo lirico e apocalittico, il vagare del protagonista per le strade di New York tra disperazione e indifferenza, un subdolo Love Theme inizialmente romantico ma che pian piano assume una dissonanza tonale per meglio evidenziare il passaggio dall'amore all'incertezza, e lo squittio del topo nel "Delirium Tremens", riprodotto per stridolio di archi e dal movimento di una...sega per ferro. Ròzsa fa uso del “Theremin”, primordiale sintetizzatore elettronico a tastiera usato per riprodurre, in repentina accellerazione, i toni spigolosi e acuti dello score. Anche in questo caso, come per Double Indemnity, i responsabili della Paramount - ignoranti all'inverosimile - volevano nel film una musica meno impressionante, tipo commedia, preoccupati che il pubblico potesse rimanere turbato dal tono minaccioso dell'intera colonna sonora. Ma alla fine, come in precedenza, prevalse il buon senso e soprattutto la logica.

Hanno scritto:

"...e quella strabiliante, folle pagina dedicata al delirio microzooptico del topo e del pipistrello: veloce disegnetto dei legni, un effetto onomatopeico per lo squittire del roditore, violente staffilate degli archi e apocalisse degli ottoni all'apparire del volatile. Un pugno allo stomaco."
(Roberto Pugliese da
Circuito Cinema)

"...qui il sonoro dai timbri cupi segue drammaticamente il calvario del protagonista alcolizzato, i cui deliri - famoso l'uso della "sega" nella sequenza del "delirium tremens" - sono sottolineati da una musica di tremenda suggestione".
(Ermanno Comuzio da Colonne Sonore)

"...Il compositore ungherese realizzò una partitura modello, nella quale si combinava lo stile melodico e romantico (con il tema d'amore più celebre di tutti quelli che Ròzsa compose nella sua lunga carriera) con un altro più avanzato, minaccioso e leggermente dissonante..."
(Gorka Cornejo da CD Cinema)

"...La straordinarietà della colonna sonora è quella di essere allo stesso tempo musica illustrativa e interpretativa, che intensifica tutto ciò che è visibile e ciò che non lo è; in pratica quello che fa e pensa il personaggio..."
(Christopher Palmer da Miklòs Ròzsa)

"...Ròzsa usò una musicalità che forse neppure uno nato in America sarebbe riuscito a crearne di migliore. Un esercizio d'immaginazioni musicali che aumentò il peso della sofferenza che provava Ray Milland...."
(Tony Thomas da Music for the Movies)

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Titoli

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Love Theme


Tema chiave
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Delirium Tremens


Riconoscimenti artistici
Nomination all'Oscar

Citazioni
- Giuseppe Verdi (La Traviata - scena al teatro)

Note
- Alcuni brani sono stati inseriti nel film arabo Bel El Hadid del ‘58 e nel documentario Gesucht: Monika Ertl dell’89.

- Canzoni (in ascolto dal bar): It Wa So Beatiful di Harrys Barris e Arthur Freed; Louise di Richard A. Whiting e Leo Robin.



Credits
Drammatico
Anno
1945
Nazionalità
USA
Regia
Billy Wilder
Cast
Ray Milland
Jane Wyman
Phillip Terry
Howard Da Silva
Fotografia
John F. Seitz
Sceneggiatura
Charles Brackett
Billy Wilder
(dal romanzo di Charles R. Jackson)
Produzione
Charles Brackett
Paramount

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